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DISSENTIRE
Casa Masaccio centro per l'arte contemporanea presenta la mostra Dissentire, curata da Alba Braza Boïls. L'esposizione comprende i lavori di cinque artisti: Fernando Sánchez Castillo, Cristina Lucas, Cabello/Carceller, Yaima Carrazana e Michelangelo Consani.
Dissentire mette in evidenza il ruolo dell'artista come elemento di trasmissione della storia e come un agente critico della nostra storiografia, e riflette sul potenziale della Storia dell'Arte come risorsa per scrivere la Storia.
Tradizionalmente la Storia dell'Arte e la Storia sono presentate in modo parallelo, facendo diventare la prima uno strumento oggettivo, documentario. Possiamo considerare più semplice interpretare l'arte contemporanea come un racconto pieno di decodificazioni soggettive risultanti dall'ideologia di ogni artista; l'arte del passato è invece ormai consacrata, si colloca di solito all'interno di una cornice fissa con una lettura già stabilita dalle proprie fonti di documentazione.
Dissentire accoglie il lavoro di artisti che usano proprio l'arte come mezzo per riflettere sul suo ruolo di strumento di trasmissione e creatore di soggettività. Senza trattarsi di esempi unici, né pretendendo che siano rivelatori, la mostra ha tre punti di partenza sovrapposti che confliggono fra loro: Dissentire dalla storia attraverso l'opera d'arte, Dissentire dalla storia narrata da opere monumentali e/o anonime, Dissentire su di noi come partecipanti al gioco.
Dissentire dalla storia attraverso l'opera d'arte
Fra le immagini che oramai formano la nostra memoria, che identifichiamo come un fatto storico univoco, troviamo "La libertà che guida il popolo" (1830) di Eugène Delacroix, sulla quale potremmo aggiungere, come disse Roland Barthes, che per spiegare qualcosa, il pittore ha a disposizione soltanto un istante, che immobilizzerà sulla tela, per questo lo deve scegliere con molta cura ("Diderot, Brecht, Eisenstein", Image-Music-Text, Hill and Wang, 1997).
Cristina Lucas, avvantaggiata dal poter lavorare con l'immagine in movimento, parte da questa accurata scena, scelta da Delacroix, per fare una lettura critica di quel trionfo delle libertà ottenute grazie alla Rivoluzione Francese, che ipotizzava grandi progressi per gli uomini, ma non altrettanti per le donne. Questo video, La liberté raisonnée, parte ironicamente dalla scena del dipinto, ma va avanti per alcuni secondi mostrando uno sguardo critico nei confronti di un sistema di potere.

In Habla, sempre di Cristina Lucas, il punto di partenza è la leggenda che racconta di Michelangelo che, contemplando il "Mosè" al termine delle ultime rifiniture, picchiando il ginocchio della scultura chiede: "Perché non parli?". Leggenda o realtà, possiamo solo essere certi che non ebbe mai risposta, così come Lucas quando si rivolge a questa immagine del patriarca del monoteismo, al quale chiede risposte e chiarimenti lasciandosi trasportare dall'ira, causata dall'incomprensione, fino a distruggere (forse "uccidere") la scultura a martellate.
Simboli di potere occulti nella bellezza sono presenti anche in Pegasus Dance, di Fernando Sánchez Castillo. Nel video due furgoni usati dalla polizia antisommossa fanno un'esibizione coreografica al ritmo di "Artist Life" di Strauss.
Il bisogno di creare nuovi capitoli in libri già compiuti si fa ancora più urgente in un presente ricco di trasformazioni epocali e di svolte politico-economiche a livello globale, che non solo richiedono risposte, ma anche spiegazioni che giacciono dimenticate in archivi nefandi. Álex, la protagonista di A/O (Caso Céspedes), di Cabello/Carceller, apre uno degli archivi più segreti, quelli dei processi della Inquisizione Spagnola. Ci racconta la vita di Elena/o de Céspedes, che nata donna, mulatta e schiava nella Spagna del secolo XVI, andrà alla Guerra dei Moreschi travestita da uomo; vivrà e studierà medicina con questa identità e diventerà la prima donna chirurgo della storia. In seguito si sposerà nuovamente, ora con una donna, riuscendo perfino ad ingannare il Tribunale dell'Inquisizione che aveva dubbi sulla sua virilità.

La vita di questo personaggio storico dimenticato viene narrata attraverso l'identità di Álex, che assumendo l'immagine del protagonista del film di Antonioni Blow Up (1966), ci pone la seguente domanda: "Il presente è il prodotto del passato, ma cosa sappiamo noi della storia?".

Dissentire stabilisce il ruolo dell'artista come cronista della Storia e lo assume come una figura che ha la possibilità di aprire nuove letture.

Yaima Carrazana indaga negli errori di traduzione degli errata corrige che compaiono a volte nei mezzi di divulgazione. Potrebbe sembrarci strano l'errore di interpretazione che finì per dare delle piccole corna al "Mosè" di Michelangelo, ma invece non si tratta di un fatto isolato.
Che Guevara y el Arte Conceptual è composto dal libro intitolato "Conceptual Art", edito da Taschen nel 2005, aperto alla pagina 8; su questo l'artista ha effettuato un intervento che è consistito nell'evidenziare in colore giallo un errore palese trovato nel testo, che recita così: "Che Guevara morì in Colombia in uno scontro con l'esercito. Forse "scontro" è una interpretazione soggettiva dello scrittore, o forse si tratta di una traduzione inesatta, ma sicuramente accadde in Bolivia.

Una modifica della logica dell'ordine e della composizione potrebbe essere la spiegazione di Untitled. (Moscú 1988 - New York 2003) sempre di Yaima Carrazana. Qui si mostrano due libri trovati dall'artista: Kasimir Malevich 1878-1935, Mosca 1988 e Kasimir Malevich: Suprematism, New York, 2003. Entrambi illustrano il lavoro Rettangolo Nero, Triangolo Blu (1915) di Malevich, ma mentre nel primo l'opera è correttamente collocata, nel secondo l'immagine è ruotata di novanta gradi, in modo tale che l'opera è ora più vicina ad un paesaggio con una montagna blu che all'opera originale.

Dissentire dalla storia narrata da opere monumentali e/o anonime

Uno dei lavori che riprende discorsi che rompono patti di silenzio fra presunti gentiluomini e che dà parola a personaggi secondari è Baraka, di Fernando Sánchez Castillo. Nel video l'artista intervista la persona incaricata di realizzare la maschera mortuaria del dittatore Franco. L'artigiano, fino ad ora anonimo, ci spiega dettagliatamente il processo di realizzazione delle ultime tre immagini fatte al dittatore dopo la sua morte: lo stampo del viso, del pugno e del palmo della sua mano. Si tratta di una testimonianza che comincia con la confessione dell'artigiano di avere preso un ciglio del defunto, ciglia che diventerà un'ossessione per l'artista; il video continua con la visita dell'artista a una serie di indovini per far leggere, attraverso una fotografia, le linee della mano del dittatore.

La revisione della storiografia può causare discordia e risvegliare emozioni che pensavamo dimenticate. Per effettuarla basta spostare le statue, oppure abbiamo bisogno di distruggerle? Potremmo includere le statue equestri o maschere mortuarie recenti dentro alla Storia dell'Arte privandole del messaggio per il quale furono create?

False Flag, di Michelangelo Consani, usa il potere trasmesso dalle opere monumentali e dalle sculture commemorative a beneficio di chi dissente. Le due sculture sono di artisti anonimi che lavorarono al servizio di Mao Tse-tung. La prima rappresenta un aguzzino che brandisce la frusta e la seconda uno schiavo incatenato. Le due sculture appartenevano a un gruppo di circa cinquanta elementi pubblicati in un libro edito in Cina e trovato dall'artista. Nonostante il loro aspetto monumentale, si tratta di due sculture di piccolo formato, tascabili, facili da nascondere nell'urgenza. Inoltre, il termine "false flag" (falsa bandiera) allude alla strategia condotta generalmente da governi, servizi segreti o agenzie d'intelligence, che creano falsi nemici per controllare l'opinione pubblica.

Dissentire su di noi come partecipanti al gioco

Yaima Carrazana rivede le opere di una serie di artisti contemporanei che hanno usato il gioco del mikado per farne un'opera sociale, politica.
The Last Mikado cita il lavoro di questi artisti, lo studia e lo ripete proponendo ironicamente un'opera che vuole polemicamente porre fine a questa serie.

Michelangelo Consani, accoglie l'azzardato invito della curatrice a dissentire dal lavoro da lui presentato in questo spazio nella mostra precedente. Sono rare le occasioni in cui un artista modifica un lavoro finito e già presentato in pubblico, anche quando i suoi convincimenti, le sue idee sono mutati rispetto alle premesse. Possiamo accettare che una diversa visione del mondo dell'artista, un suo diverso punto di vista lo costringa a operare un cambiamento su una sua opera già finita? L'opera David (Verrocchio) e la patata: The Caspian Depression. And a One Straw Revolution sarà l'oggetto di questo esperimento generando molteplici implicite domande sulla professione dell'artista e la sua funzione sociale.

Dissentire dà spazio a nuove letture o interpretazioni che potrebbero essere anche esse il punto di partenza per "dissentire" dalla propria teoria.

In occasione della mostra sarà pubblicato un catalogo contenente un testo della curatrice e una serie di interviste agli artisti presenti in mostra.

La mostra è promossa da Casa Masaccio Centro per l'Arte Contemporanea nell'ambito del progetto di iniziativa regionale Toscanaincontemporanea2012.


INGRESSO: gratuito

ORARI: feriali 15.00 -19.00 | festivi 10.00 -12.00/ 15.00 - 19.00

Casa Masaccio Centro per l'Arte Contemporanea
Corso Italia, 83
52027 San Giovanni Valdarno
Tel. 055 91.26.283
www.casamasaccio.it
 

 

Cristina Lucas
La liberté raisonnée, 2009
Video HD 4' 46"
 
Cabello/Carceller
A/O (Caso Céspedes), 2010
Video HD 14' 40"
Courtesy delle artiste, Galleria Elba Benítez (Madrid) e Joan Prats (Barcellona)
 
Cristina Lucas
Habla, 2008
Video HD 7'
Courtesy, Metz, France

FERNANDO SÁNCHEZ CASTILLO
Nato a Madrid nel 1970, vive e lavora tra Madrid e Amsterdam.

Dall'inizio del suo percorso artistico cerca di rimanere ad una certa distanza dal suo paese di origine, la Spagna, e dalla sua storia contemporanea, usando solitamente questa lontananza come materiale per i suoi interventi. Considera la pratica dell'arte contemporanea non una possibilità per fare cultura, ma un modo per fare critica della cultura, come sostiene Jan Hoet. La sua pratica ha un approccio diretto con la storiografia, il giornalismo e il rapporto ambiguo tra potere e propaganda
Fra le sue mostre personali più recenti: Guernica Syndrome, Kunstverein Braunschweigh, Germania e Abierto X Obras, Matadero Madrid; Artificial Amsterdam, De Apel Foundation, Amsterdam; Monumentos Ciegos, Espacio ECAT, Toledo, Spagna; Método del Discurso, CAC Malaga, Spagna; El lugar de la Memoria, Univerisità del Cile, Santiago de Chile, Cile; MARTa, Herford Museum, Herford, Germania; Abajo la inteligencia, MUSAC León, Spagna; Parti de la Peur, Centre d'Art Contemporain, Ginevra, Svizzera. Fra le sue mostre collettive: Sint Jan, Saint Bavo Cathedral Ghent, Belgio; Passionnément, Ajaccio Palais Fesch/Musée des Beaux Arts, Francia; Fiction and Reality, Moscow Museum of Modern Art - MMOMA, Mosca; Eldorado, Musée d'Art Moderne Grand-Duc Jean, MUDAM, Lussemburgo.

CRISTINA LUCAS
Nata a Jaén, Spagna, nel 1973, vive e lavora tra Madrid e Amsterdam.


Nata a Jaén, Spagna, nel 1973, vive e lavora tra Madrid e Amsterdam.

Il suo lavoro è determinato dal bisogno di trovare letture alternative della storia per spiegare meglio il presente. I suoi interventi cercano di unificare diversi punti di vista di fatti comuni che accadono in tutto il mondo e vengono assimilati da tutti come la sessualità, l'economia, i bombardamenti arei sulla popolazione civile..., proponendo una visione di insieme e una reinterpretazione di simboli universali come ad esempio "La libertà che guida il popolo" o il "Mosè".
Fra le sue mostre personali più recenti: Light Years, CA2M Centro de Arte Dos de Mayo, Madrid e Museo de Arte Carrillo Gil, Città del Messico; Talk, Stedelijk Museum, Schiedam, Paesi Bassi; Caín y las hijas de Eva, Galleria Juana de Aizpuru, Madrid. Il suo lavoro è stato anche esposto in mostre collettive: Res Publica, Fundação Calouste Gulbenkian, Lisbona; Beyond Credit, Antrepo, Istambul; Dominó Canibal, Sala Verónicas PAC, Murcia, Spagna; A cidade do homem nu, Museu de Arte Moderna, Sao Paolo; Desplazamientos, 104, Parigi; Desplazamientos, Arts Santa Mónica, Barcellona e La Casa Encendida, Madrid; Tracking Traces, Kiasma, Helsinki; Reflections: The World Through Art; I Bienal de Dojima River, Osaka, Giappone; Huésped Colección MUSAC, MNBA Museo Nacional de Bellas Artes, Buenos Aires; Integración y resistencia en la era global, X Bienal de La Habana, L'Avana; Em vivo contato, 28 Bienal de Sao Paulo, Sao Paolo; Eurasia. Geographic cross-overs in art, MART, Rovereto, Italia; Nuevas historias. A new view of Spanish photography, Kulturhuset Stockholm, Stoccolma; Not Only Possible, But Also Necessary: Optimism in the Age of Global War, X Biennale di Istambul; Belief, I Biennale di Singapore; Witnesses/Testigos, Fundación MNAC, Cadice, Spagna.

CABELLO/CARCELLER
Nate a Parigi nel 1963/Madrid nel 1964, vivono e lavorano a Madrid.


Nate a Parigi nel 1963/Madrid nel 1964, vivono e lavorano a Madrid.

Gruppo formato da Helena Cabello e Ana Carceller. Cominciano a lavorare insieme in maniera continuativa nei primi degli anni 90. Da allora combinano il loro lavoro artistico con la ricerca, la scrittura e la cura di mostre.
Come artiste hanno partecipato in mostre collettive come Genealogías feministas nel MUSAC, León, Spagna; Juego de máscaras, TEA-Tenerife Espacio de las Artes, Tenerife, Spagna; Ficciones y Realidades, Moscow Museum of Modern Art - MMOMA, Mosca; Biennale di Bucarest e Biennale Latinoamericana di Arti Visive, Curitiba, Brasile; Nuevas Historias. New View of Spanish Photography, en Kulturhuset, Stoccolma; Stenersen Museum, Oslo, e Kuntsi Museum of Modern Art, Vaasa, Finlandia; The Screen Eye or The New Image, Casino Luxembourg, Lussemburgo; Global Feminisms, Brooklyn Museum de New York; Cooling Out nella Lewis Glucksman Gallery, Cork, Irlanda. Fra le loro mostre più recenti: Off Escena; Si yo fuera..., Abierto X Obras, Matadero Madrid, Archivo: Drag Modelos nella Galleria Joan Prats di Barcellona e CAAM, Las Palmas de Gran Canaria, Spagna; Suite Rivolta, Galería Elba Benítez di Madrid, A/O (Caso Céspedes), CAAC di Siviglia, Spagna.

YAIMA CARRAZANA
Nata a Santiago de Cuba nel 1981, vive e lavora ad Amsterdam.


Nata a Santiago de Cuba nel 1981, vive e lavora ad Amsterdam.

Formatasi inizialmente in pittura all'Accademia Nazionale di Belle Arti San Alejandro di Cuba, si muove liberamente fra diversi media come il video, la performance o l'istallazione. Il lavoro di Carrazana propone un dialogo, a volte irriverente, con la storia e il discorso dell'arte contemporanea, una ricerca costante negli instabili limiti fra quello che si considera arte e quello che non lo è, nello stesso tempo crea una delicata rete di commenti sul contesto politico, culturale e di genere che determinano il modo in cui l'arte interpreta il mondo globalizzato nell'attualità.

Fra le sue mostre: Punkt.Systeme - Vom Pointillismus zum Pixel, Ludwigshafen am Rhein,Germania; Who More Sci-Fi Than Us, hedendaagse kunst uit de Cariben, Kunsthal KAdE. Amersfoort, Paesi Bassi; 12th Biennale di Istanbul; Formally Speaking/And what shall we do with Painting in the 21st Century?, Haifa Museum of Modern Art, Israel; Out of Storage II - Rhythms, MUDAM, Lussemburgo; J'en rêve, Fondazione Cartier, Parigi; Biennale di Liverpool; Biennale di Gwangju; Salud Deporte y Control', Umberto di Marino, Napoli; Collection of the Fondation Cartier pour l'art contemporain, MOT Museum of Contemporary Art, Tokyo.

MICHELANGELO CONSANI
Nato a Castell'Anselmo nel 1971, vive e lavora a Livorno.


Nato a Castell'Anselmo nel 1971, vive e lavora a Livorno.

La sua ricerca artistica procede da un'analisi serrata dei fondamenti concettuali poveristi, in particolare dei concetti di energia, di processo, di vuoto e pieno, di negativo e positivo, banalità, ripetizione e così via. Si dedica ad un lavoro ambientale a pieno campo che lo porta a interessarsi di teorie fisiche e scientifiche contemporanee, intendendo come ambientale un concetto allargato di azione nella realtà, non delimitato ai generi artistici finora invalsi, ma di azione diretta multidisciplinare, nel materiale e nell'immaginario sia collettivo che individuale.
Fra le sue mostre collettive più importanti: Artkliazma, Festival of Contemporary Art at the Klazminskoye Reservoir, Mosca; Rites de passages, Schunck-Glaspaleis, Heerlen; Suitcase Illuminated, Musée d'Art Contemporain du Val de Marne, Francia; Splav Meduze, Center for Contemporary Art Celje, Celje, Slovenia; Practicing Memory, Cittadellarte-Fondazione Pistoletto, Biella; Aichi Triennale, Nagoya, Giappone; Anno del Drago, Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci, Prato; 10a Biennale dell'arte africana contemporanea, Dakar, Senegal; In Vitro, Mac Museo d'arte contemporanea, Lissone. Fra le sue ultime personali: Michelangelo Consani - M.H.G. Three Personalities For A New Ecological Memory, Kunstraum Muenchen, Monaco di Baviera, Germania; Ancora ancora la nave al porto, CAMeC, Centro d'Arte Moderna e Contemporanea, La Spezia.
Nel 2010 riceve da EX3 Centro per l'Arte Contemporanea di Firenze il premio come miglior artista under 40, recentemente la Kunstverain Milano / Amsterdam / New York ha pubblicato un libro sull'artista, il libro è stato presentato al PS1 di New York e al Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Milano.

ALBA BRAZA BOÏLS
Nata a Valencia, Spagna nel 1980, lavora tra la Spagna e l'Italia.

Nata a Valencia, Spagna nel 1980, lavora tra la Spagna e l'Italia.

Curatrice indipendente, direttore della casa editrice Otro Espacio, è attualmente vicepresidente di AVCA (Associazione Valenciana di Critica d'Arte).
La sua formazione teorica in Storia dell'Arte e in curatela è stata sempre in parallelo ad un lavoro pratico, avendo lavorato per un periodo come assistente alla Galleria Continua, San Gimignano e avendo stabilito un rapporto di lavoro e collaborazione con Dryphoto arte contemporanea dal 2003.
Fra le mostre curate: El miedo es el mensaje, Centre Cultural La Nau, Valencia - Espacio Trapezio, Madrid; Fall On Us and Hide Us, Spazio Vault, Prato; Circunstancias fantásticas basadas en hechos reales, Sin Espacio Carrer Major.Mislata, Valencia; Telón de fondo, Sin Espacio Clero/.Russafa, Valencia; I'll Never Give Up Smoking e The Fear Factor, Officina Giovani Cantieri Culturali, Prato; Saber Estar. Il potere ipnotico della dominazione, Spazio Vault, Prato; Città in festa: Pilar Albarracín, Enrique Je¿ik y Marinella Senatore all'interno del progetto Eppi Sitis curato da Pietro Gaglianò; Ricorrenza. Greta Alfaro, Dryphoto arte contemporanea, Prato; Aún otra vez. Daniela De Lorenzo, La Gallera, Consorcio de Museos de la Comunidad Valenciana, Valencia.

 
 
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Data ultimo aggiornamento: 25/01/2019
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