Home :: Eventi
Se le comunità sprecano il cibo
La Biblioteca Comunale di San Giovanni Valdarno, in collaborazione con Slow Food Colli Superiori del Valdarno, la Fondazione Masaccio e Unicoop Firenze, propone nell'ambito della rassegna  Le piazze del sapere e dei progetti regionali  di promozione alla lettura "Presta Libri & Co." e "Garantire il diritto di tutti all'informazione: biblioteche e archivi", un nuovo appuntamento.
  
Carlo Petrini fondatore e presidente di Slow Food sarà a San Giovanni  Valdarno il prossimo Venerdi 7 giugno 2013 ore 18.30 in Palazzo d'Arnolfo dove terrà una conferenza  dal titolo :
"Se le comunità sprecano il cibo"
Come l'attuale sistema alimentare è una delle principali cause di sfruttamento delle risorse ambientali e dell'uomo. Piccole grandi esperienze di sostenibilità sociale e alimentare.
Introduce e coordina Enzo Brogi, Consigliere della Regione Toscana. 

Nella stessa occasione Gianni Gaggiani presenta il social network 'Grow the Planet', www.growtheplanet.com, la community dedicata alla coltivazione dell'orto e alla sostenibilità ambientale.

Sempre venerdì 7 giugno alle ore 20.30 - Conviviale "l'Uffizio del sapere", nei saloni della Basilica di San Giovanni Valdarno. Cena a sostegno dei progetti della Fondazione Sklow Food per la Biodiversità ONLUS - progetto 'mille orti in africa' a cura di Slow Food Colli Superiori del Valdarno, Prezzo: euro 28,00 - soci Slow Food euro 25 -info e prenotazioni tel. 055 943748


'Se il Pianeta spreca il cibo'
Ventimila persone. Se ieri si fosse verificato un qualche tipo di disastro, come un terremoto o un'alluvione, che avesse causato la morte di 20mila persone, oggi ne parlerebbero tutti i giornali, tutte le tv; ne parleremmo tutti noi. Ieri sono morte più di 20mila persone. Di fame. E oggi non ne parla nessuno. Sempre ieri, con il cibo che l'Europa ha sprecato in 24 ore, si sarebbero sfamate 200mila persone.
Parte della terra e delle risorse e delle energie con cui abbiamo prodotto il cibo che abbiamo mangiato appartengono a quelle persone. Così come appartengono a loro terra energie e risorse utilizzate per produrre il cibo che ieri abbiamo sprecato. Il nostro cibo viene sprecato ad ogni passaggio e ad ogni fase della sua produzione. Ogni volta un po'. E per ragioni diverse avviene in tutto il mondo, anche nel mondo povero. La "geografia" dello spreco vede, nelle diverse aree del pianeta, picchi in fasi diverse della filiera, ma il risultato non cambia: un terzo del cibo che globalmente viene prodotto non nutre nessuno. E un cibo che non nutre nessuno non è solo inutile, è anche dannoso. Ed è la dimostrazione che il sistema "moderno", "razionale" di produrre e distribuire cibo è un sistema basato sullo sperpero dei beni comuni a vantaggio di profitti privati.
Il cibo che non nutrirà nessuno ha usato risorse naturali, ha usato tempo, ha usato energia, ha usato acqua, sole, salute pubblica, cultura, creatività, ricerca. E per qualche perversa ragione si è creata una situazione per cui buttare tutto questo nella spazzatura a qualcuno conviene.
Ovvero: a qualcuno conviene che muoiano ogni giorno 20mila persone, che una persona su 7 ogni sera vada a dormire avendo fame; a qualcuno conviene produrre in modo incosciente per poi vendere in modo insensato; e a qualcun altro ancora conviene portare tutto in discarica in modo sconsiderato, rapinando ancora risorse, energia e tempo; a nessuno conviene acquistare in modo sconsiderato per poi buttare in modo sconsiderato, ma a qualcuno... piace, oppure lo trova normale, o inevitabile, o un segnale di benessere. Quando si parla di spreco al consumo, non si parla solo delle famiglie, dei privati. Si parla degli hotel, dei ristoranti, delle mense scolastiche, di tutte quelle situazioni in cui il consumo è sconnesso dalle relazioni.
Relazioni tra chi consuma e relazioni tra chi consuma, chi produce, chi trasforma, chi vende, chi comunica. Quando queste relazioni esistono Slow Food parla di Comunità del Cibo. E le comunità non sprecano. E lo dimostreranno e racconteranno in questa occasione dedicata proprio allo spreco alimentare.
Secondo la Fao, è possibile ridurre la perdita e lo spreco di cibo del 50% attraverso una filiera post-raccolta più sostenibile. Inoltre, ridurre il consumo di carne e prodotti lattiero- caseari insieme al greening delle pratiche agricole può ridurre le emissioni di metano e protossido di azoto più dell'80% entro il 2050.
È tempo di Pensare. Mangiare. Salvare: Riduci la tua Impronta (Think.Eat.Save: Reduce Your Footprint), i 3 principi di una campagna globale lanciata da Unep (il programma ambientale delle Nazioni Unite) e dai suoi partner per combattere la perdita e lo spreco di cibo. Alla base di questa campagna c'è la consapevolezza che la soluzione è praticabile: con comportamenti di consumo più consapevoli, con pratiche di produzione più sostenibili, possiamo smettere di sprecare e ridurre l'impronta ecologica di ciò che mangiamo.
Per sostenere questa campagna, Unep, insieme alla Fao e ad altri partner (come Wrap-Uk e Slow Food) sta lavorando sullo sviluppo e la messa a punto di una metodologia per governi e imprese che sviluppino piani di riduzione dello spreco di cibo. Sta anche progettando di lavorare in particolare con hotel, ristoranti e grande distribuzione per sviluppare e divulgare le migliori pratiche.
Perché la lotta allo spreco sia davvero efficace non basta far sì che il cibo non usato venga destinato ad associazioni ed enti che possono distribuirlo ai loro beneficiati. Una parte della soluzione, quando il problema esiste già, certamente può essere in queste attività meritorie. Ma la soluzione vera sta in una produzione più ragionevole, che si ponga dei limiti, che rispetti le risorse comuni. Sta in un acquisto misurato, gentile verso il pianeta e verso noi stessi, sobrio e non nevrotico. Sta in politiche alimentari che sappiano connettere la produzione di cibo con l'ambiente, la salute e i diritti.
'Le piazze del sapere'

La rassegna organizzata dalla Biblioteca Comunale di San Giovanni Valdarno in collaborazione con la Fondazione Masaccio, Unicoop Firenze, con il patrocinio della Regione Toscana e della Provincia di Arezzo, intende promuovere la biblioteca nello spazio pubblico, per farne luogo di incontro, di scambio, di azione collettiva e di opportunità.  Una rassegna su temi d'attualità, non riservata agli specialisti, con alcune conferenze ed incontri  che mettono a fuoco percorsi e vicende del passato con i grandi interrogativi del presente. La rassegna sarà occasione per un incontro del pubblico con alcuni intellettuali di diverse aree culturali, capaci di comunicare con temi e linguaggi diversi. L'ambizione dell'iniziativa è di combinare il più alto livello di aggiornamento scientifico con il più alto livello di capacità divulgativa.

Biblioteca comunale, via Alberti, 17 - San Giovanni Valdarno , AR Tel. 0559120638 -
Fax. 0559120437 e-mail: biblioteca@comunesgv.it 
http://lepiazzedelsaperesgv.blogspot.it/  www.generacomunicazioni.tv www.comunesgv.it
 
 
 
Cerca nel sito

Anno precedente Mese precedente Febbraio 2019 Mese successivo Anno successivo
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
         1  2  3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28

Data ultimo aggiornamento: 25/01/2019
Versione 2.0  ( AFC 2007.01 )
Valid XHTML 1.0 Strict  Level Double-A conformance icon, 
          W3C-WAI Web Content Accessibility Guidelines 1.0