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Premio MARCO MELANI 2011
La città di San Giovanni Valdarno ospiterà la sesta edizione del premio "in memoria" di Marco Melani (San Giovanni Valdarno, 12 aprile 1948 - Roma, 13 aprile 1996).
Con l'istituzione di questo premio il Comune di San Giovanni Valdarno che ha dato i natali a Marco Melani, vuole ricordare una persona di grande spessore intellettuale che ha svolto la sua opera nell'ambito del cinema  e della televisione italiana. La sua attività ha attraversato tutti i vari settori dell'universo cinema: regista e sceneggiatore ("Le cinque stagioni" di Gianni Amico, "Il parolaio" con Roberto Benigni e "I cornigliesi" con Enrico Rava), organizzatore di rassegne e festival (da "Ladri di cinema" che ha visto la partecipazione agli incontri da lui organizzati registi quali Billy Wilder, Elia Kazan, Bernardo Bertolucci, al "Salso Film Festival" dove scopre e fa conoscere Marco Tullio Giordana, Fiorella Infascelli, Amos Gitai, Anger, Iosseliani), critico cinematografico (ha collaborato con "L'Espresso", "Movie", "Il Manifesto") , ideatore e curatore, infine, di mitiche trasmissioni televisive quali "Blob" e "Fuori Orario".
Il premio  coordinato dal comune di San Giovanni Valdarno - Assessorato alla cultura, verrà
Consegnato venerdì  6 maggio 2011  (ore 21)  alla presenza  di Enrico Ghezzi e Francesco
Calogero, dei familiari  e di alcuni degli amici di Marco Melani.
Per la sezione italiana il premio alla memoria andrà a  Corso Salani
Per la sezione internazionale il premio andrà al regista Otar Iosseliani

Corso Salani cineasta indipendente e autore innovativo, ma anche sceneggiatore e attore, ha portato avanti la sua personalissima indagine di "luoghi vuoti da riempire con una storia" - come li definiva - dove l'esplorazione geografica coincide con l'esplorazione interiore e a dominare sono spesso le figure femminili. Ritirerà il premio Folco Salani, fratello del regista, che presenterà le attività dell'Associazione Corso Salani.
La premiazione aderisce al programma regionale di Fondazione Sistema Toscana Mediateca "Una rassegna lunga un anno" a cura di Sveva Fedeli, iniziativa a sostegno dell'Associazione Corso Salani, istituita per diffondere e far conoscere la produzione del regista fiorentino, prematuramente scomparso nel 2010.

Otar Iosseliani regista e sceneggiatore georgiano. Dopo gli studi di matematica e pianoforte, si iscrive alla scuola di cinema di Mosca (VIGK), dove studia con Dov¿zenko e si diploma in regia nel 1961. Nello stesso anno esordisce con Aprel', che denota subito la sua libertà nei confronti dei modelli narrativi e la sua inclinazione verso una figurazione onirica e surreale. Il film non è gradito alla burocrazia sovietica e non ottiene il visto di circolazione (sarà solo il primo di una serie di scontri con l'apparato censorio dell'ex Unione Sovietica). Dopo qualche anno di «purgatorio», si rivela alla Settimana della critica del Festival di Cannes con Giorgobstive (conosciuto anche come Lipostad, La caduta delle foglie, 1966), satira contro la burocrazia sovietica che si accanisce contro un giovane apprendista innamorato, e ottiene la consacrazione del pubblico occidentale con C'era una volta un merlo canterino (1970, ma edito in Italia nel 1973), apparentemente un'innocua commedia su un musicista che arriva sempre in ritardo alle prove per correre dietro alle ragazze, ma ricco di notazioni ironiche sulla vita sociale della sua città natale. Con Pastoral' (Pastorale, 1975), sull'esperienza di cinque giovani musicisti che si ritrovano per un breve periodo a condividere la squallida vita di un paese montano, si mette nuovamente in urto con le autorità sovietiche. Dopo un periodo di silenzio si trasferisce in Francia, dove nel 1984 può realizzare I favoriti della luna - sarcastico e surreale racconto su un servizio di piatti di Sèvres e su un quadro che nel corso dei secoli passano di mano in mano grazie ai ladri (appunto i «favoriti della luna») - che vince il premio della giuria alla Mostra di Venezia. Nel 1988 realizza Un incendio visto da lontano (anch'esso premiato dalla giuria di Venezia), satira dell'invasione occidentale nel terzo mondo i cui abitanti, indifferenti all'avvento della civiltà, continuano a mangiare, dormire, fare l'amore e pregare per la pioggia secondo i loro costumi. Si riconcilia con la critica cinematografica russa nel 1993, vincendo il Premio Tarkovskij del Festival di Mosca con Caccia alle farfalle (1992), film molto ellittico nella narrazione e ricco di notazioni umoristiche su una famiglia che cerca di mantenere le antiche insegne della propria dignità minacciate dall'avvento del modernismo. Guadagna poi un terzo Premio speciale della giuria a Venezia con Briganti, briganti (1996), commedia dai risvolti drammatici sul tema della violenza, trattato attraverso le (dis)avventure di Vano e Eka, visti in tre epoche diverse. Nel 1999 sempre nella sua maniera sarcastica, gira Addio terraferma, storia quasi surreale di un rampollo di ottima famiglia che si diverte a lavorare come pulitore di vetri e sguattero, e di un giovane arrampicatore sociale che, a caccia di signore facoltose, cerca di simulare una ricchezza che non ha. Del 2002 è Lunedì mattina, ribellione sarcastica e controcorrente contro le mode salutiste (in particolare il divieto di fumare) e il perbenismo borghese, girato in parte a Venezia, che vince l'Orso d'argento al Festival di Berlino. Giardini in autunno (Jardins en automn 2006) Una favola tutta da gustare, alla ricerca del passato perduto e della gioia di vivere nella semplicità del vivere comune. Chantrapas (2010) Ioselliani ci ricorda quanto sia difficile per un regista esprimersi liberamente. Ovunque. Quest'ultimo film sarà proiettato dopo la consegna del premio al regista Georgiano.

 

Info:  Assessorato alla Cultura  tel. 055 9122445  fausto.forte@comunesgv.it
                                                                                                                  

San Giovanni Valdarno, 29 aprile 2011

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Data ultimo aggiornamento: 25/01/2019
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