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Cantiere creativo_Stazione Ceramica
L'arte salva la città dimenticata
un tema declinato localmente attraverso una recente esperienza creativa, denominata Stazione Ceramica, sviluppatasi recentemente a San Giovanni Valdarno, negli spazi abbandonati dell' ex-ceramica di via Mannozzi, che da alcuni mesi sono riutilizzati, per attività e azioni di cultura contemporanea, da un collettivo di creativi del territorio e dalla comunità locale, attraverso un cantiere di progettazione partecipato e autorganizzato.
Una pratica del fare creativo, le cui azioni si ispirano a esperienze analoghe, come lo "Slack Space movement" londinese, che attraverso i linguaggi della cultura contemporanea, sostiene le iniziative locali, promuove il senso di appartenenza e rilancia un'area urbana degradata.

Una nuova chiave interpretativa per ri-definire il 'vuoto urbano' e ripensare gli spazi urbani, sottraendoli alla mercificazione, facendone luogo di incontro, di scambio, di azione collettiva e sociale.
Uno spazio collettivo, spogliato di ogni forma architettonica e temporaneamente occupato da eventi culturali e persone, aperto a singoli e a gruppi formali e informali, un centro di riflessione e di condivisione dei saperi, il nodo centrale di una rete con altre realtà culturali, un luogo di libertà e di creatività per ogni cittadino.

Stazione ceramica si basa sull'agire comune, tra persone che si riconoscono nell'idea di cultura come bene comune e come valore centrale intorno a cui costruire nuove forme di cittadinanza. Una piattaforma di sperimentazione aperta e dinamica, che combina l'arte e la cultura contemporanea, con i bisogni e i desideri della città e del territorio. Un progetto precario, sviluppato in una situazione di trasformazioni globali e conflittuali, che non ripete modelli istituzionali prestabiliti, ma crea un nuovo modello, per una situazione di crisi culturale, sociale, economica e politica prolungata. Stazione Ceramica Art Center si prefigura nel suo determinarsi in un progetto "no profit" che funziona solo con energia, entusiasmo e solidarietà.


Do it!
pratiche e azioni del fare creativo

Le istruzioni operative di Guy Debord e dei situazionisti, il grido di battaglia di Jerry Rubin nel 1968,
da questi riferimenti nasce la proposta di un modello utopico come Do it! pratiche e azioni del fare creativo, con descrizioni fai-da-te e procedure di istruzioni alternative, con contributi da diverse generazioni di artisti, diversi background culturali e discipline.

Do it! si trasforma così da format su carta in azioni e pratiche artistiche che si confrontano con lo spazio di Stazione Ceramica.

Do it! nasce come un modello aperto, in progress, che costruisce il contesto dove le opere e le azioni saranno realizzate ed esposte. Azioni quotidiane e materiali sono il punto di partenza per lavori che vengono ricreati nei vari spazi di Stazione Ceramica. Ogni azione Do it! è quindi un''azione che avviene nel tempo e nello spazio. La natura essenziale di quest'azione resta imprecisata e si può collocare a metà strada tra permutazione e negoziazione, nell'ambito della tensione tra ripetizione e differenza.

" un format pensato come un arcipelago" basato sul concetto di tempo non -lineare e sulla coesistenza di diversi fusi orari, che permettono una grande varietà di zone di contatto.
Quello che suggeriamo è che oggi ogni display è una sfida per la creazione di nuovi "spazi viventi" e nuovi modelli di tempo, per la "commistione tra arte e vita", così da realizzare una globalizzazione che contrasti gli effetti della standardizzazione. Con Do it! costruiamo, insieme agli artisti, agli organizzatori e al pubblico, lo spazio condiviso attraverso un ritmo diverso, e un altro modo operandi.

Chiamiamo poetica della relazione quella possibilità dell'immaginario che ci porta a capire la globalità intangibile del caos-mondo, che ci permette di acquisire qualche dettaglio, in particolare di cantare i nostri luoghi, indecifrabili e irrimediabili. L'immaginario non è il sogno e neanche l'evidenza dell'illusione.

Le mostre, i workshop, le proiezioni, i concerti, le conferenze, le installazioni, i video, le sonorizzazioni, le foto, presentati in questa occasione costituiranno un universo di segni, di mix media che metteranno a fuoco un ampio raggio di pratiche e azioni del fare creativo.

Alcune delle azioni proposte in Do it! individuano nell'indeterminato, nel flessibile, nel non compiuto, componenti aggiuntive della progettazione, come quell' invisibile dizionario di possibilità che permette di reinventare più che soltanto migliorare o arricchire un contesto. L'indeterminatezza come sinonimo di pratica democratica e filosofia necessaria in mancanza di una teoria adeguata alla crisi culturale contemporanea oppure come "filosofia del costruire", per la realizzazione di "piattaforme" e di "laboratori" di sperimentazione artistica e culturale.

Un'idea del format come laboratorio, con delle zone totalmente autonome, che non si preoccupano di mostrare un prodotto, ma si preoccupano di mostrare le relazioni e i processi di fatti artistici.

Le stimolazioni innescate dalla curiosità, dal dubbio, dal confronto continuo e dal dibattito critico sono gli strumenti che qui vengono riproposti.


Programma

Stazione Ceramica

Do it !
pratiche e azioni del fare creativo


Sabato 19 maggio 2012 | inaugurazione ore 16.00

Spazio bianco

FAI DA TE - Set fotografico ROCK IN ATTO
ritratti in formato cartoline postali di Norbert Bretenstein

Light Art | Giacomo Caprini | Anna Twist | The Fake Factory

Andy Warhol Antology | Vinyl | The Chelsea girls| 4 silent movie: Kiss, Empire, Mario Banana, Blow Job

Chill out zone _tea room | dj set

Paint it and Make it | workshop pubblico di espressione artistica | action e display a cura di Carles Marco

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Spazio centrale

Portrait_Landscape

Playlist | opere video | generacomunicazioni.tv

Walking, Gianluca Maver
Selfportrait Janet Mullarney
Marie88, Francesca es
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Lounge area

drink and food
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Galleria_open air

Make It [1] | Il diritto alla disoccupazione creativa
scultura collettiva realizzata in collaborazione con gli operai della AVF Beltrame
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Palco centrale

ore 17.00 Slack space_L' arte salva la città dimenticata. Quale futuro per Stazione Ceramica?
con Maurizio Viligiardi, Pietro Gaglianò, Barbara Fabbri, Carlo Infante, Enzo Brogi.

ore 19.00 Do it! reading dei Leggomanti | Parco Lambro di Alberto Grifi

ore 21.15 Fuori su kauzione > live music
ore 22.15 Celso e la barra falciante > live music
ore 23.15 Dj set | AndreaF
 

 

Domenica 20 maggio | dalle ore 16

Spazio centrale

Pina_danziamo, danziamo altrimenti siamo perduti
Un film per Pina Bausch di Wim Wenders

Sono/ora
scultura sonora a cura di Bettino Francini
performance del musicista Gabin Dabiré
dancer Marilù Costabile
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Lounge area

drink and food
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Galleria_open air

Make It [2] | Il diritto alla disoccupazione creativa
scultura collettiva realizzata in collaborazione con gli operai della AVF Beltrame
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Palco Centrale

ore 21.00 Song-taaba | Croova Croova | percussioni

ore 22.00 NiN.dUb
da un'idea dello speaker radiofonico Freddie " BlackBeat" Villarosa e la polipercussionista Kunto " SistaKù" Bertiaka. Progetto etno musicale contemporaneo


San Giovanni Valdarno, 16 maggio 2012

 
 
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Data ultimo aggiornamento: 25/01/2019
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