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Manifesto per la felicità. Come passare dalla società del ben-avere a quella del ben-essere
Con la conferenza del Prof. Stefano Bartolini continuano, a San Giovanni Valdarno, le attività promosse nell'ambito dell'iniziativa Contemporary_City. Una rassegna itinerante, progettata come una ricerca in progress e definita come un laboratorio, uno spazio performativo nella Città. Essenzialmente una zona temporaneamente autonoma. L'arte non dovrebbero occuparsi di riempire spazi, ma di necessità e urgenze.
Una rassegna che pone l'attenzione sulla nuova generazione artistica e sugli aspetti concettuali, contestuali e, appunto, relazionali (usando la felice espressione di Bourriaud), diventati elementi generativi delle opere di questi anni.
   
La conferenza di Stefano Bartolini si presenta infatti come un'analisi delle opportunità offerte dalla 'scienza della felicità', recentemente sviluppatasi in molte scienze sociali, di valutare l'impatto sul benessere delle varie politiche economiche e sociali. Le ricerche mostrano che la crescita economica ha un debole impatto sul benessere e che altri fattori, in particolare la qualità della esperienza relazionale degli individui, hanno maggiore importanza. In particolare hanno grande importanza le relazioni intime, le relazioni inter-generazionali, quelle sociali, culturali e di lavoro.

Viviamo di corsa in mezzo a individui frettolosi. E a mancare è prima di tutto il tempo delle relazioni con gli altri, sacrificate sull'altare del benessere materiale, che conosce due soli imperativi: lavoro e consumo.

Siamo più ricchi di beni e sempre più poveri di relazioni. Ecco perché siamo sempre più infelici. Parte da queste considerazioni l'analisi e la proposta di un economista che da anni studia il tema della felicità nelle società avanzate. La conferenza si presenta dunque  come  un viaggio attraverso le cause e le soluzioni dell'insoddisfazione contemporanea.

Il cuore del problema è che lo sviluppo economico si è accompagnato a un progressivo impoverimento delle nostre relazioni affettive e sociali. Questo tipo di sviluppo non solo non produce benessere ma crea anche enormi rischi per la stabilità economica, come la crisi attuale dimostra.

 

Essa infatti è il prodotto di un'organizzazione sociale che genera la desertificazione delle relazioni umane. Ecco dunque perché il nostro sistema economico e molti aspetti della nostra esperienza sia individuale che collettiva - la famiglia, il lavoro, i media, la vita urbana, la scuola, la sanità - hanno bisogno di un profondo cambiamento culturale e organizzativo. Governi e amministrazioni locali, partiti e movimenti politici, imprenditori, manager, genitori, docenti, medici, e noi tutti abbiamo la possibilità e la necessità di riprogettare il nostro mondo: coniugare prosperità economica e felicità è necessario e possibile. Cambiare la scuola. Cambiare le città. Cambiare lo spazio urbano. Ridurre il traffico. Ridurre la pubblicità. Sono alcune delle proposte concrete che compongono un vero e proprio manifesto per la felicità.

L'autore
Stefano Bartolini insegna Economia politica ed Economia sociale presso la Facoltà di Economia «Richard M. Goodwin» dell'Università di Siena. Ha pubblicato numerosi saggi sulle più prestigiose riviste internazionali.

 

Casa Masaccio Centro per l'Arte Contemporanea
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Data ultimo aggiornamento: 25/01/2019
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